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Digital PR tra informazione liquida e social

Digital PR tra informazione liquida e social
23-05-2018 8:30
O.E.OmniBus Engineering SA

Digital PR tra informazione liquida e social

Destinatari

  • Responsabili della comunicazione in aziende pubbliche e private,
  • Public relation manager,
  • Figure preposte a gestire i flussi di comunicazione presso aziende,
  • Enti,
  • Agenzie

Descrizione

Probabilmente sì. A patto che si sia disposti a voler capire e conoscere i fenomeni di cui siamo spettatori. E magari invertendo la logica della comunicazione secondo un'unica direzione, cioè dall’alto verso il basso, della comunicazione di pura vendita, della pubblicità camuffata, ma scegliendo quella più complessa, ma anche incredibilmente più interessante, della comunicazione di missioni, della scelta di cause comuni a cui appassionarsi. Un percorso che ated - ICT Ticino sta svolgendo egregiamente, promuovendo la cultura del digitale ad ampio spettro e su vari pubblici (giovani e ragazzi, donne e aziende) nell'ambito del Canton Ticino.

 

Obiettivo del workshop, sviluppato da iPress Suisse insieme a ATED, è quello di provare a condensare quanto appreso negli anni e quanto stiamo, giorno dopo giorno, apprendendo nel lavoro di ufficio stampa in contesti di frontiera digitale e di innovazione. Il percorso prevede la condivisione di una "cassetta degli attrezzi", ma in una sua veste digitale e in costante trasformazione, dalla quale attingere idee, spunti, strumenti concreti e nella quale sperimentare e rendere efficace la comunicazione per brand e aziende.

Relatori

Simona Miele 

Giornalista pubblicista, lavora dal 2000 nel settore delle relazioni pubbliche. Si è specializzata nella comunicazione istituzionale presso l’agenzia MS&L Italia (ex Mavellia MS&L), come account senior nella practice corporate finance. In MS&L per sei anni ha curato l’attività di gestione dell’ufficio stampa corporate, l’organizzazione e la comunicazione eventi per importanti aziende e associazioni del settore finanziario. In qualità di supervisor, è entrata in PR Help (oggi My PR) dove ha seguito l’ufficio stampa di note realtà internazionali in tema di credito al consumo, assicurazioni, energia, sanità, industria petrolifera e si è occupata di comunicazione politica per un istituto di ricerche e sondaggi. Successivamente ha assunto il ruolo di coordinatore dell’ufficio stampa presso Fininvest (Holding di Partecipazioni), per poi entrare in Mirandola Comunicazione per seguire i clienti corporate dell’agenzia, con particolare focus nella comunicazione istituzionale e tecnologica. In agenzia, di cui è diventata socia nel 2013, supervisiona i gruppi di lavoro gestendo le media relations corporate. Dall’ottobre 2015 si trasferisce a Lugano dove co-fonda iPress Suisse per sviluppare l’internazionalizzazione della startup. Ha svolto attività di docente in corsi di comunicazione organizzati da diversi istituti, dallo IED Comunicazione, alla Business School del Sole 24 ORE e all’Istituto Rizzoli. Si è laureata con lode in Lettere Classiche (indirizzo Storia Greca) presso l’Università degli Studi di Pavia e si è specializzata in Relazioni Pubbliche presso l’Istituto Superiore di Comunicazione (oggi IED).

 

Chi è iPressLIVE

iPress nasce nel 2010 da un’idea di Marisandra Lizzi, dal lavoro incessante dei coFounder Stefano Ubaldi e Mauro Sarina e dall'apporto e dal confronto costante di giornalisti e comunicatori, ma la vera data di nascita è da far risalire a fine 2013, dopo un periodo di incubazione in Silicon Valley.  L’obiettivo è quello di applicare le potenzialità di Internet e dei social network per migliorare il modo di lavorare e collaborare tra professionisti del mondo della Comunicazione e dell’Informazione. Concentrare l’attenzione sulla qualità dei contenuti e della relazione, liberando risorse intellettuali dall’invio di comunicati stampa a pioggia che finiscono sempre più spesso nei filtri antispam, concentrandole sulla qualità, sulla creatività, sull'innovazione, sul filtro delle non notizie, sulla lettura di libri e giornali e sui contenuti della comunicazione.

Dal 13 ottobre 2015 iPress ha aperto una sede in Svizzera (www.ipresslive.ch), dove agli attuali fondatori, si è unita anche Simona Miele che coordina le attività nel Paese.

 

Esiste un nuovo modo di concepire le Relazioni Pubbliche, alla luce dell'evoluzione digitale in atto nel mondo dell'informazione?

 

Programma

 

  1. Leggere e scrivere

Fare l’ufficio stampa e più in generale comunicare un'impresa o un marchio richiede come base imprescindibile una predisposizione costante e naturale verso la lettura. La lettura di libri, di articoli, di relazioni e testi di ogni ordine e grado e su ogni argomento. Infatti, quando un comunicatore entra in un nuovo mondo per “comunicarne i valori”, la prima cosa che fa è una immersione di lettura, perché tutto, alla fine, semplificando al massimo, è soltanto una questione di scrittura e lettura. Cambiano i media e cambiano i luoghi di lettura, ma questo facciamo ogni giorno. Quando prendiamo una pausa dalla lettura, scriviamo.  E, tra le due attività, la prima non è solo percentualmente più ampia della seconda, ma anche più importante. Ci sono PR molto bravi che non scrivono benissimo, ma non ci sono PR bravi che non leggano moltissimo.

 

  1. L'ufficio stampa diventa digitale

Oggi cosa significa occuparsi di ufficio stampa o, se vogliamo usare un termine maggiormente completo, di relazione con i media?

Tutto sta nell’analizzare come sono cambiati i media con l’avvento di Internet. Sarebbe un errore continuare a procedere nello stesso modo, ma sarebbe anche sbagliato gettare via tutto il bagaglio di conoscenze e lo spirito di “servizio” appreso lavorando con i media prima dell’avvento della Rete. Semplicemente, oggi l’ufficio stampa non lavora più solo con la stampa, non ha più solo un dovere morale di “servizio” verso i giornalisti, ma sempre di più lavora anche con i blogger/influencer e gestisce direttamente, almeno in parte, la comunicazione diretta anche con i pubblici finali tramite i social media e il web. Insomma, ogni tipo di media, se è vero che tutti oggi siamo potenzialmente un veicolo di informazione e comunicazione.

 

  1. La "cassetta degli attrezzi" di un PR come cambia

Nell’agenzia di Relazioni Pubbliche di cui sono socia (si chiama Mirandola Comunicazione e ha una sede unconventional in un casale in Emilia Romagna, oltre a un ufficio a Milano in un HUB di innovazione come Copernico 38), dopo anni di "approccio tradizionale" alle media relation ed eventi, abbiamo organizzato una nostra area di ricerca e sviluppo. Seguendo clienti che sono sulla frontiera dell'innovazione (come: Amazon.it, Salesforce, comScore, Amadeus, Stripe...) non poteva che essere una piattaforma digitale.

Si chiama iPressLIVE e inizialmente l'abbiamo realizzata per un nostro uso esclusivo e interno, ma poi l'abbiamo aperta a tutti i colleghi giornalisti e comunicatori, in un approccio di co-produzione e ascolto costante delle necessità e dei cambiamenti in atto nel nostro lavoro. Quindi, la  la nostra "cassetta attrezzi", che continuiamo a far evolvere e cambiare con il mutare degli strumenti disponibili in Rete, è ora anche in Svizzera (si chiama iPress Suisse), ed è un luogo di continua sperimentazione di strumenti al servizio di comunicatori, uffici stampa, giornalisti e blogger.

 

  1. Un decalogo circolare

Abbiamo definito un decalogo a forma circolare. Si tratta di dieci punti chiave che consentono, semplificando al massimo, di riassumere il nostro lavoro quotidiano:

 

 

Si comincia dall'ascolto, perchè in questa predisposizione sta buona parte del successo di una strategia di comunicazione. Ma se un tempo questo, per un ufficio stampa, era prettamente un lavoro di lettura di giornali e rassegne stampa mirate e di ascolto di radio e TV,  oggi vuol dire monitorare conversazioni sui social media rispetto al nostro brand, al settore, ai competitor. In un ecosistema dell'informazione sempre più liquido e social anche la profilazione di media e influencer è un lavoro improbo. Per mappare gli interessi diventa fondamentale utilizzare sistemi digitali (come ad esempio iPress), con algoritmi che possano "leggere" per noi una mole più ampia di articoli, tweet e post, così da poter calcolare costantemente la percentuale di interesse verso un tema trattato rispetto a un altro. Per ogni giornalista o influencer, iPress mostra delle torte con la percentuale dei temi che maggiormente sono da lui trattati. Solo così riusciremo a valutare rilevanza e influenza del giornalista o blogger e comprendere in tempo reale cosa sta dicendo su Twitter, quanti follower ha, l’eventuale pagina di Wiki, il link al suo profilo LinkedIn, gli articoli o i post che ha scritto, i libri che ha pubblicato disponibili su Amazon. Grazie a una mappatura e analisi così serrata si possono definire di volta in volta le migliori strategie per diffondere le notizie per l'azienda o il brand che seguiamo, ipotizzando anteprime o esclusive, o altre modalità di diffusione. Anche in considerazione di alcuni fatti che con un'informazione più liquida e digitale sono diventati imperanti. Oggi non basta più informare, nella comunicazione è sempre più importante emozionare. Basta analizzare quali sono le immagini, i video, le notizie che hanno più successo in Rete per rendersi conto di quanto sia importante l’aspetto emozionale ed emotivo in ogni comunicazione. E di come sia fondamentale che anche un contenuto come il più tradizionale comunicato stampa sia concepito e strutturato per "vivere" anche sui social network, sintetizzando la notizia in un tweet o adattandola ad un post per Facebook, LinkedIN o in un'immagine per Instagram, per intercettare quelle community che sono nostro target della comunicazione. E solo ascoltando i feedback che ci arrivano direttamente dai pubblici che ingaggiamo siamo in grado di ricominciare e innescare nuovi cicli di risposta e comunicazione.

 

 





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