Lugano 11.09.2017
Articolo di ATED

“Le immagini valgono più di mille parole”

Grazie ai nuovi algoritmi, scegliere la foto che meglio ci rappresenta sarà più semplice.

 

La tua immagine è importante perché racconta la tua storia con l’obiettivo di far capire ai clienti cosa offri con i tuoi servizi. Devi saper essere attraente, perché ogni dettaglio assume un’importanza fondamentale.

La nostra immagine profilo parla: dice di noi molto più di quello che crediamo e che vorremmo. La foto profilo sui social può contare su più immagini memorizzate nel nostro cervello e ognuna evoca reazioni emotive e modelli di pensiero particolari.

È dimostrato che nei primi 2 minuti in cui incontriamo una persona la nostra opinione è influenzata:
• 55% da ciò che vediamo,
• 38% dalla gestualità,
• 7% dalle parole
• il 93% dell’opinione che ci facciamo di una persona è dato da una percezione visiva.

Forma e contenuto, come ben sapevano i filosofi, sono intimamente unite. L’aspetto esteriore rispetto all’interiorità non è trascurabile, ma ne è l’espressione.

La comunicazione e il marketing puntano sulla costruzione di elementi facilmente e immediatamente identificabili, a cui il consumatore si possa agganciare. L’appartenenza è la molla che aggrega le persone, le motiva e le spinge a muoversi e la si crea a partire da simboli, logos, totem, segni di riconoscimento. Non esiste aggregazione se non c’è presenza. La “presenza” pubblica di marchi, aziende, professionisti, si costituisce attorno ai valori, alla visione, alla missione: è strettamente collegata con le idee, la percezione del mondo, lo stile di vita. Va comunicata, innanzitutto, all’interno delle organizzazioni e delle aziende, in modo che si consolidi, per poterla poi espandere all’esterno, comunicandola ai vari target.

Oltre all’impressione che suscitiamo negli altri, un elemento non trascurabile è determinato dalla percezione che abbiamo di noi stessi quando ci sentiamo inadeguati.

Il dress code è uno degli elementi fondanti della comunicazione. Parlare al proprio target significa anche trasmettergli l’immediato messaggio, che passa attraverso la scelta di un abito o un accessorio. Si costituisce così il tacito patto, sancito dall’appartenenza alla stessa tribù. Questa modalità comunicativa è ampiamente utilizzata dai media e dal linguaggio pubblicitario, che influenza le scelte operando a livello subliminale, tramite stimolazioni visive che evocano un mondo di valori ai quali si vuole che il pubblico si riconosca.

Chi entra in contatto con te per la prima volta, cliccando sul tuo profilo LinkedIn o Facebook, deve avere di te un’impressione totalmente positiva, deve pensare subito: “Questo è un professionista serio, voglio lavorare con lui!”

Secondo le più recenti statistiche, almeno il 94% delle aziende si affida ai social media per fare selezione del personale.

Immagina un head hunter in cerca di talenti. Vorresti che vedendo la tua foto sentisse interesse verso il tuo profilo, vero? Di certo non vuoi che ti consideri poco professionale e quindi inadatto a ricoprire incarichi di prestigio in un’azienda importante.  

Esiste uno strumento di Machine Learning che identifica le emozioni associate alle foto profilo. Sapere come veniamo categorizzati sarebbe una grande svolta dal punto di vista comunicativo e ottimizzerebbe le nostre attività aiutandoci in automatico a trovare affinità con potenziali clienti.

Ad ora è una cosa che possiamo vare manualmente in quanto la nostra rete vede se le immagini da noi pubblicate sono discrepanti o in linea con la nostra attività un domani questi nuovi codici potranno calcolare direttamente se effettivamente le nostre foto sono visualmente congiunte al nostro testo.

Un altro software già in auge è Visage Technologies (http://visagetechnologies.com/) che comprende algoritmi all'avanguardia per l'apprendimento del comportamento umano: per stimare il sesso, l'emozione e l'età. Sono incluse le emozioni di base: felicità, tristezza, sorpresa, rabbia, disgusto e paura, oltre che l’assenza di emozioni. Poiché l'algoritmo restituisce la probabilità di ogni emozione di base, le emozioni più complesse possono essere stimate come una combinazione di quelle fondamentali.

Esistono anche App come Visage MakeApp che consentono agli utenti finali di provare praticamente tutti gli elementi del trucco e di sperimentare aspetti diversi prima di acquistare prodotti di trucco.

In questo modo, la difficoltà delle persone che vogliono acquistare prodotti senza provarli in primo luogo scompare e le marche di bellezza possono facilmente tenere il passo con il ritmo veloce del mercato odierno.

Sono scenari interessanti che per ora sono in fase sperimentale ma che diventeranno realtà a breve e ci aiuteranno a scegliere la foto che meglio ci rappresenta e a capire l’atteggiamento degli utenti verso questa.

Isabella Ratti

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