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Lugano 30.03.2021
Articolo di ated-ICT Ticino

Instagram usa l’AI per proteggere i minori

Il social delle immagini introduce nuove misure di sicurezza per difendere gli utenti più giovani e si serve dell’intelligenza artificiale per tutelarli

Articolo apparso sulla pagina TECH del Corriere del Ticino a questo link 

La dichiarazione che nei giorni scorsi Instagram ha diffuso in tutto il mondo recita: «Continuare a rendere Instagram più sicuro per i membri più giovani della nostra comunità». Questo perchè il social network che attrae insieme a TikTok frotte di giovanissimi ha condiviso alcuni aggiornamenti e nuove funzionalità per rendere la piattaforma meno rischiosa per i suoi membri più giovani.  

In particolare, si tratta di misure di protezione con l’obiettivo di inibire l’accesso agli under 13enni. Come si sa, l’età minima per iscriversi ai principali social network è proprio fissata a 13 anni, ma purtroppo fra i più giovani si tende a non dire la verità sull’anno della propria nascita, così da accedervi prima del tempo. Peraltro, come affermano in Instagram: «Richiediamo a tutti di avere almeno 13 anni per usare un account e da qualche tempo chiediamo ai nuovi utenti di fornire la loro età quando si iscrivono. Mentre molte persone sono oneste sulla loro età, sappiamo che i giovani possono mentire sulla loro data di nascita. Vogliamo fare di più per impedire che questo accada, ma verificare l'età delle persone online è complesso e qualcosa con cui molti nel nostro settore sono alle prese. Per affrontare questa sfida, stiamo sviluppando nuove tecnologie di intelligenza artificiale e di apprendimento automatico per aiutarci a mantenere gli adolescenti più sicuri e ad applicare nuove funzioni adeguate all'età».

In pratica, nei prossimi mesi attraverso una nuova «tecnologia di intelligenza artificiale e apprendimento automatico» in Instagram saranno in grado di rilevare l’età di chiunque si registri per creare un account. Quindi, chi finora non ha detto la verità sulla propria data di nascita ha i giorni contati! 

L’altra misura di protezione riguarda la messaggistica. Infatti, è prevista la limitazione nello scambio di messaggi diretti fra giovani e adulti. In sintesi, per proteggere i giovani da eventuali contatti indesiderati da parte di adulti, è stata introdotta una nuova funzione che limita la possibilità per gli adulti di mandare messaggi diretti agli utenti minori di 18 anni che non li seguono. Ovvero, se un adulto prova a mandare un messaggio a un giovane utente che non lo segue, riceverà una notifica che lo avvisa che non gli è consentito farlo. Anche questa funzione si basa sia sulla tecnologia di apprendimento automatico, capace di prevedere l'età degli utenti, o di incrociare le informazioni che gli utenti forniscono quando si iscrivono ad Instagram. Ma oltre a impedire le conversazioni tra adulti e giovani che non si seguono a vicenda, saranno implementati gli avvisi di sicurezza per incoraggiare i giovani ad essere più cauti nelle conversazioni con gli adulti con i quali sono già in contatto. Proprio queste segnalazioni avvertiranno i giovani quando un adulto che ha mostrato un comportamento potenzialmente sospetto sta interagendo con loro con messaggi diretti. «Per esempio, se un adulto sta inviando una grande quantità di richieste di amicizia o messaggi a persone sotto i 18 anni, useremo questo strumento per avvisare i destinatari all'interno dei loro DM e dare loro un'opzione per terminare la conversazione, o bloccare, segnalare o limitare l'adulto. Le persone inizieranno a vederli in alcuni paesi questo mese, e speriamo di averli presto disponibili ovunque».

Infine, proprio per gli adolescenti (ma anche per i loro genitori!) il suggerimento che potrebbe mettere maggiormente al riparo da attenzioni poco raccomandabili è quello di aprire un account privato. In questo modo, si possono attivare maggiori protezioni per gli adolescenti in quanto possono controllare meglio chi può vedere e interagire con i loro contenuti. «Abbiamo recentemente aggiunto un nuovo passaggio, quando qualcuno sotto i 18 anni si iscrive. Ovvero, diamo loro la possibilità di scegliere tra un account pubblico o privato. Ma il nostro obiettivo è quello di incoraggiare i giovani ad optare per un account privato, fornendo loro informazioni su cosa significano le diverse impostazioni».

Basteranno queste cautele e nuove soluzioni per ridurre i rischi per i nostri ragazzi? Certamente da sole non saranno sufficienti e il vero valore aggiunto potranno darlo solo i genitori, cercando di non lasciare i più giovani soli davanti ai cellulari, ma educandoli a un utilizzo consapevole di smartphone e social network.

 

 

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